Sogni di fiumi e di fabbriche
Che strano sogno ho fatto questa notte. Forse influenzato da tutti quei discorsi in televisione sulla sicurezza nei porti e nelle fabbriche.
Ero con i figli lungo un fiume, forse per pescare, all’inizio si trattava del torrente Torre, dalle parti di Tarcento, nella zona delle prese d’acqua dell’acquedotto udinese.
Spesso questa scena fluviale compare nei miei sogni, detto per inciso.
Cammino lungo la riva disseminata di bianchi ciottoli, c’è un cespuglio che mi impedisce la visuale, oltre il cespuglio dovrebbe esserci la cascata, invece mi accorgo di arrivare in una zona dove il fiume cambia, diventa un fiume di risorgiva con tantissima acqua, non si vede il fondo, l’acqua è verde scuro.
Sulla riva c’è ora una piattaforma di cemento che arriva a filo dell’acqua profonda, dico a mio figlio di allontanarsi dal bordo.
Scorgo dall’altra parte una fabbrica, che in realtà è fatta come di tanti appartamenti balneari, con delle terrazze dove si lavora.
All’improvviso, non si sa come, sono di là, operai lavorano a delle automobili poste sulle terrazze, le automobili stesse sono tutte da montare, non si capisce la marca.
Mi avvicino ad una delle automobili, all’interno ci sono due donne bionde che lavorano, stanno avvitando il rivestimento superiore dell’auto, quello che sta sopra il guidatore, sono in canotta e tutte sudate (ma non c’è nessuna sensazione erotica in me, sono molto lontano da loro, come fossi un fantasma che guarda questo strano mondo di quasi viventi).
Mi sveglio.