Saper vivere, guardare gli altri, dare loro un po’ di corda e non guardare troppo per il sottile
Pubblicato su Uncategorized con i tagcomunicare, società il Maggio 17, 2008 da mcarpielliQuando ero ragazzo, circa 16 anni, mi aveva preso in simpatia un collega di mio padre.
Siccome faceva parte di una società di pesca mi aveva regalato l’iscrizione e veniva sempre a parlare con noi alle gare di pesca.
Poi venne la cena annuale della società, dove c’erano tutti i pescatori con le famiglie.
Intanto che eravamo lì fuori, nel salone del ristorante, passa una cameriera e il collega sessantenne dice a me e mio padre:
“io a quella lì glielo metterei nel …”
Poi ci indica la sala e ci impartisce un’altra lezione di vita:
“non fate tanto caso a loro, basta che date loro un po’ di corda e sono simpatici, che siano quello che siano”.
In effetti in breve furono tutti alticci, i discorsi erano infarciti di bestemmie e simili facezie.
Io non ho mai imparato questa lezione, mi sembra, a tollerare, di essere complice e corresponsabile, di non contribuire a migliorare il mondo.
Magari sbaglio il modo di comunicare, ma se nessuno dice ciò che pensa, come facciamo a cambiare qualcosa? se diciamo quello che pensiamo solo a chi è come noi non serve a niente, per me.
Qualcuno potrebbe dire che non sono affari miei cambiare il mondo, che non sono affari miei cambiare le persone, chi lo dice poi che il mondo debba cambiare come voglio io.
Se tutti ragionassero così nulla sarebbe mai cambiato, sono tutti così sicuri di quello che pensano, perché non io? devo stare sempre zitto perché la penso diversamente dagli altri? non è democrazia questa?
Se qualcuno invece pensasse che mi esprimo in modo acido, rispondo : se possono parlare Sgarbi, Grillo, Bossi, Travaglio, Ferrara, Santoro (e tutti ad ascoltarli) e tantissimi altri, io no?

