Sul numero di mercoledì 30 aprile, in prima pagina, in alto a sinistra:
Emergenza alimentare
No agli OGM?
Un lusso che ci costa troppo caro.
Segue poi articolone a pagina 15.
Personalmente, avrei preferito che l’argomento venisse trattato informandoci anche delle ragioni di chi è contrario.
Concordo sul fatto che nel futuro gli OGM non si potranno rifiutare, le multinazionali in un modo o nell’altro li imporranno anche da noi. Ma si può anche resistere più a lungo possibile. Perché per l’alimentare per me vale lo stesso discorso che per l’industria: mi risulta che sullo stesso SOLE24ORE si dica che le imprese che hanno resistito alla globale concorrenza dei paesi emergenti sono quelle che hanno prodotto qualità e brand non quelle che si sono dedicate alla produzione di massa di prodotti di bassa qualità, dove fattore determinante nell’acquisto è solo il prezzo.
E al momento il nostro agroalimentare ha ancora qualità e brand. Se lo globalizziamo verso la bassa qualità e l’alta produzione seguiranno abbassamenti dei prezzi e minori guadagni a livello locale, sia per gli agricoltori che per i grossisti. Occhio!
Io produco un po’ di miele, i prezzi all’ingrosso sono fermi da 5 anni, mentre al dettaglio crescono sempre.
E il guadagno non so di chi sarà, non mi si dica che non ci sono abbastanza risorse su questo pianeta, recentemente si distruggevano le arance con gli escavatori , abbiamo le quote latte, le quote vigneto…
Sull’alimentare è solo speculazione, come sul petrolio (visto che avremmo ancora metà risorse di petrolio…).
Nell’articolo si citano i danni derivanti dal rifiuto della carne agli ormoni americana, che ci ha imposto sanzioni di ritorsione. Ma l’America ce le imporrebbe anche se poi ci rifiutassimo di togliere dalle etichette l’indicazione che trattasi di carne agli ormoni, dobbiamo proprio venderci del tutto?
Soprattutto noi normali cittadini con famiglia, che i benefici non li vediamo, di questa globalizzazione, e soprattutto vediamo che il mondo che troveranno i nostri figli sarà ben peggiore del mondo odierno.
Scarsità di risorse, mancanza di lavoro adeguatamente retribuito, disordini derivanti dal terzo mondo dove sarà impossibile sopravvivere.